L’impatto dell’astigmatismo sulla visione

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Chi si ricorda quella vecchia raccomandazione di fare ginnastica visiva guardando punti lontani cercando di metterli a fuoco? 

Stando a quello che dice la scienza, questa ginnastica visiva potrebbe essere inutile nel caso del paziente astigmatico. 

L’astigmatismo è una condizione oculare in cui il paziente ha una visione sfocata, in quanto la messa a fuoco avviene in un punto sbagliato della retina. 

All’esterno del nostro occhio c’è una membrana trasparente convessa che si chiama cornea, la quale ha una curvatura regolare, quasi sferica, che rifrange la luce che entra nell’occhio in ugual modo su ogni suo punto. 

Nel caso del paziente astigmatico, questo non avviene: la cornea si curva fino ad assumere una forma che ricorda più un ovale che una sfera, ne consegue che la rifrazione della luce non è più la stessa in ogni punto e questo causa una distorsione della visione.  

L’astigmatico ha quindi una visione deformata, come l’immagine riflessa su una superficie ondulata. 

L’astigmatismo può anche insorgere in età adulta, in tal caso potrebbe non trattarsi più di una deformità della cornea ma, per esempio, di un’alterazione dell’indice di rifrazione del cristallino. 

Questo può avvenire nelle fasi precoci di cataratta, in seguito a traumi, oppure a malattie metaboliche o patologie oculari. 

I sintomi sono diversi e molti di tipo posturale; infatti il soggetto astigmatico tende ad assumere posizioni atipiche per compensare le continue variazioni di messa a fuoco, così come manifestare segni di stanchezza visiva. Generalmente le persone scoprono di essere affette da questo difetto visivo a causa di dolori ai bulbi oculari, dolori sull’arcata ciliare, mal di testa, bruciore agli occhi o lacrimazione eccessiva1. 

Nell’immaginario comune, l’astigmatico è quella persona che spesso si stropiccia gli occhi o ha la necessità di togliere gli occhiali; è infatti frequente l’associazione con l’astenopia accomodativa (cefalea, bruciori oculari, lacrimazione, visione annebbiata, congiuntivite, dolori oculari in seguito a lavori a distanza ravvicinata)6. 

Il soggetto astigmatico deve limitare il più possibile l’uso di dispositivi digitali, per evitare danni alla retina e peggioramento della stanchezza visiva. 

Rispetto alla miopia, l’astigmatismo raggiunge valori nettamente meno elevati e non supera generalmente le quattro diottrie (eccezionalmente può raggiungere le sei diottrie).  

L’astigmatismo è congenito, cioè presente alla nascita, nella maggior parte dei casi, oppure acquisito;  inoltre, nel corso della vita, si può osservare una lenta e progressiva modificazione del problema che può però anche tendere a migliorare nell’arco della vita. 

La diagnosi viene fatta con i normali sistemi di misurazione dei difetti refrattivi, come l’autorefrattometria, la schiascopia e il cheratometro di Javal. L’esame che risulta più preciso nella valutazione dell’astigmatismo è la topografia corneale; l’aberrometria corneale è uno degli ultimi strumenti diagnostici1. 

L’intervento di correzione definitivo

Al giorno d’oggi è possibile correggere l’astigmatismo in maniera definitiva, con le seguenti tecniche chirurgiche: 

– Laser ad eccimeri, o PRK, acronimo di Photo Refractive Keratectomy, una tecnica di chirurgia refrattiva indicata per cornee sottili2 

– Laser a Femtosecondi, Lasik, acronimo di Laser-ASsisted In situ Keratomileusis, una tecnica mista che prevede oltre all’utilizzo del laser ad eccimeri, la creazione di un flap corneale per ottimizzare la correzione2 

– Impianto di lenti intraoculari toriche che sostituiscono il cristallino2 

– Impianto di lenti a contatto intraoculari o lenti fachiche toriche2,3. 

Le lenti intraoculari sono fatte di materiale inerte e biocompatibile; sono del tutto invisibili, e non provocano alcun fastidio. 

Le lenti impiantabili sono suggerite nei casi in cui l’astigmatismo limiti la qualità di vita del paziente e sono adatte quando un’altra procedura di correzione della vista non potrebbe garantire buoni risultati, come in caso di cornea troppo sottile o di astigmatismi elevati, oppure per coloro che per motivi estetici o legati allo stile di vita, decidono di voler fare a meno degli occhiali ma senza intervenire rimodellando la cornea naturale3,4. 

L’ astigmatismo si può correggere in pochi minuti con l’inserimento di una lente fachica torica (IOL) che permette una visione nitida, “in alta definizione” sia diurna che notturna, particolarmente indicata per astigmatismi compresi tra 1.0 D e 3.0 D3 

L’intervento è sicuro, indolore, senza importanti effetti collaterali e con recupero immediato. 

Alcune lenti, inoltre, forniscono protezione dai raggi UV; in maniera molto semplicistica, esiste la lente ideale per ogni tipo di occhio e di qualità di vita del paziente, motivo per il quale occorre pianificare con cura l’operazione e riferire al chirurgo ogni sorta di necessità5. 

L’operazione dura pochi minuti per occhio e nel giro di 3 giorni si risolvono quasi tutti gli effetti post-intervento. Immediatamente dopo l’intervento è consigliato non effettuare sforzi eccessivi e procedere all’applicazione, per pochi giorni, di colliri antibiotici. La ripresa è quasi immediata, il chirurgo controllerà l’esito dell’intervento nel post-intervento e a distanza di un mese.2,3,5 



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