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I vantaggi del FEMTO laser nella chirurgia della cataratta

Scritto da il 30 ottobre 2017

Il futuro

La nuova frontiera per l’intervento di cataratta si chiama laser a femtosecondi o femto laser, una tecnica che operando con impulsi laser della durata del miliardesimo di secondo consente di eseguire il taglio necessario per accedere al cristallino opacizzato e quindi incidere l’involucro della cataratta e frammentare la sua parte centrale dura. Si tratta di una tecnica rivoluzionaria che la scienza, in continua evo­luzione, ha messo a punto qualche anno fa; esso consente una precisione d’intervento, una sicurezza operativa e un decorso operatorio e post-operatorio più semplici con una guarigione più veloce ed un migliore recupero visivo dell’occhio operato.

Come funziona il laser a femtosecondi o femto laser

Il laser, che lavora in femtosecondi, emette l’energia focalizzata in un punto piccolissimo, ciò vaporizza una micro porzione di tessu­to; con migliaia di vaporizzazioni, una vicino all’altra, su un piano orizzontale, si ottiene la separazione di tessuto equivalente ad un taglio orizzontale; emettendo le vaporizzazioni in piano verticale, si ottiene un’incisione. Un taglio di una cataratta richiede circa un milione di impulsi laser di circa 2-3 micron (millesimi di millimetro) ciascuno; il tempo necessario per il taglio è di circa 60 “. Il trattamento laser vero è proprio è preceduto da alcune minuzio­se ed accurate misurazioni di tutte le strutture oculari su cui esso dovrà agire; ciò avviene mediante un esame chiamato tomografia.

Come si svolge l’intervento a femtosecondi

Nella chirurgia della cataratta come solitamente viene svolta oggi con facoemulsificatore (frammentazione della cataratta ad ultra­suoni) esistono diversi passaggi chirurgici.
Si parte con l’incisione corneale che serve al chirurgo per penetrare all’interno del bulbo e rimuovere la cataratta; essa viene eseguita con un sottile bisturi; poi si procede con un ago ripiegato o con una pinza appuntita­all’apertura dell’ involucro anteriore della cataratta per arrivare alle porzioni opache interne del cristallino (nucleo centrale della cata­ratta), quindi si frantuma il nucleo stesso con una sottile cannula che vibra a velocità ultrasonica (facoemulsificazione); i frammenti poi vengono aspirati con un sistema di irrigazione ed aspirazione prima di introdurre il cristallino artificiale morbido nel sacco cap­sulare, cioè all’interno dell’involucro della preesistente cataratta. I
ll laser a femtosecondi agisce in varie fasi dell’operazione; innanzi tutto consente di eseguire il taglio del tessuto corneale monito­rando con precisione la sua estensione e profondità (quindi non più il bisturi!); per quanto riguarda la cataratta vera e propria, con­sente il taglio dell’involucro anteriore (e quindi non più aghi dentro l’occhio!) per il raggiungimento della porzione centrale dura della cataratta (nucleo) e come ultimo passaggio, di frantumare la ca­taratta stessa per la sua successiva rimozione con la facoemul­sificazione.

Questo passaggio della frantumazione laser è utile soprattutto nelle cataratte dure nelle quali la procedura di emulsificazione del cristallino con ultrasuoni è più difficoltosa e può presentare dei rischi di lesioni delle strutture vicine. La frantumazione della cataratta con laser a femtosecondi riduce (ma non elimina del tutto) l’utilizzo della frammentazione classica fatta con la sonda ad ultrasuoni del facoemulsificatore che, co­munque, allo stato attuale della chirurgia con femtolaser è ancora necessaria; poter usare il laser è comunque un grande vantaggio perché minore è la manipolazione meccanica all’interno dell’oc­chio, minore è il rischio che le strutture oculari possano soffrire per l’intervento. Inoltre le incisioni del laser sulla cornea, oltre ad essere eseguite con un raggio di luce invece che con un bisturi, sono molto esatte, al millesimo di millimetro, nette e facilmente programmabili ( sia come forma , dimensione , profondità ed estensione ) e riducono il problema del possibile astigmatismo corneale, indotto dall’opera­zione, con possibilità anche della correzione di quello preesistente.
L’incisione dell’involucro che avvolge la cataratta può essere pro­grammata dal chirurgo che quindi può ottenere una apertura estre­mamente precisa per diametro, forma e centratura; il tutto con una precisione ed una accuratezza decisamente superiore a quella di un bravo chirurgo. E ciò senza usare strumenti chirurgici. Il materiale catarattoso viene frammentato per cui diventa più facilmen­te rimovibile, in tempi più brevi e utilizzando minor energia e minori liqui­di durante l’intervento stesso ; il tutto si traduce in un minor trauma chi­rurgico e di conseguenza in un decorso postoperatorio più tranquillo.
Non più lame, non più bisturi e non più aghi od altri stru­menti taglienti nella nuova operazione con il laser!

Altri vantaggi del laser

il vantaggio nell’utilizzo del laser in altri passaggi chirurgici dell’o­perazione è sicuramente la precisione del taglio, la sua program­mabilità e prevedibilità, la sua riproducibilità, la maggior possibilità di pianificazione. Nella chirurgia della cataratta, come in altra chirurgia dell’occhio e come in altri atti chirurgici, la precisione del laser sostituisce e sempre più sostituirà l’atto chirurgico attualmente fatto dalla mano del chirurgo con i taglienti (lame, bisturi,aghi, pinze etc).

MP507.11.17




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